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Il fallimento non è contemplato, ma ne siamo certi?

  • Immagine del redattore: Giovanni Sassano
    Giovanni Sassano
  • 21 ott 2022
  • Tempo di lettura: 7 min

Cos'è? Perché in Italia è visto in malomodo rispetto ad altri paesi?

Provo a rispondere attraverso la mia storia (un pezzetto di essa)

Il mio articolo vuol darvi degli spunti sul tema e dirvi come sia cresciuto con e grazie ai miei fallimenti. Per articoli motivazionali di imprenditori di successo, ne trovate a bizzeffe su internet, io sto ancora senza una lira, mi dispiace



Inizio con il raccontarvi uno dei periodi più difficili che ho vissuto, come ho affrontato quel periodo e cosa, ad anni di distanza, mi son portato dietro come bagaglio personale

Questo periodo è un ponte tra il 2017 e 2018, il mio primo anno da adulto, nuove esperienze nuove città, tutto sembrava “wow”. Ma quel wow nascondeva tante cose, tante responsabilità e tante incertezze.

Da adolescenti attendiamo i 18 anni come quel “traguardo” che ci dà libertà, “ ora posso fare ciò che voglio”. Ma la nostra ingenuità ci porta a sottovalutare cosa ci attende. Ed è quello che è successo un po’ a me.



Fin dopo le scuole medie sono stato un ragazzo pronto a mille avventure e pronto a qualsiasi attività, le scuole superiori erano una rivincita con me stesso, infatti ciò mi ha portato a viaggiare da solo e a “diventare autonomo” fin da fresco adolescente. Queste esperienze mi hanno insegnato il sacrificio e il lavoro di squadra, necessari per raggiungere gli obbiettivi. Uno dei mille esempi sono i robot.

Durante il secondo superiore iniziai ad appassionarmi alla programmazione e in particolare a quella applicata dei robot. L’anno successivo mi unì alla squadra della scuola che partecipava alle competizioni nazionali, ma qui arrivò la prima batosta. Negli anni precedenti, a programmare c’era un piccolo genio, in stile Mr Robot, che portò la squadra al primo posto nelle gare per due anni di fila, ma finita la scuola, giustamente, abbandonò. Proprio quell’anno, con alcuni ragazzi della mia classe, iniziammo a mettere le mani in pasta all’elettronica unita all’informatica, in meno di due mesi dovevamo ricostruire il robot e programmarlo per un percorso prestabilito di luci gas e suoni

Non sto qui a raccontarvi i due mesi di preparazione, tosti ma bellissimi, invece vi racconto il risultato finale, quinto posto, battuti da un robot che girava nel tracciato in modo casuale. Li provai una grandissima sensazione di “sconfitta ingiusta”, perchè con tanto impegno e sacrificio, fummo battuti da un robot con nessun elemento di programmazione e che andava avanti tramite uno scontro casuale con gli ostacoli. Lì iniziai a capire che l’impegno e il duro lavoro non sempre ripaga , come diciamo noi matematici, è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Mi ripromisi, insieme al mio compagno Michele che l’anno successivo, avremmo portato a casa la vittoria. Partimmo ancora prima a programmare e costruire il robot, insieme al nostro Professore, il mitico Ing Anzalone. Risultato? l’anno successivo ottenemmo la vittoria, 1000 € divisi in due. Per dei ragazzi di 16 anni sembrava la vittoria di un grande slam. Questa vittoria mi portò a intraprendere nuove esperienze, tra cui quella degli hackathon, che molti lettori, amici stretti, conoscono e hanno condiviso con me.



Mr Sassano truzzo durante le interviste


Ogni cosa che facevo, portavo una vittoria a casa, fui definito il ragazzo d’oro (perchè portai nelle casse della scuola migliaia e migliaia di euro con le vittorie dei progetti).

E in quel periodo caddi in una trappola, come quella della NASA, “il fallimento non è contemplato”, davo il 200% di me stesso, e portavo a casa sempre risultati eccellenti, ma questo aveva delle conseguenze, presto mi sarei beccato in faccia un destro alla Tyson prepotente.



Arriva il periodo post maturità, inizio di una nuova vita, ma con un obiettivo prefissato, diventare un pilota di aerei. Un anno intero di viaggi, allenamenti, studio intenso, con quel punto fisso in mente, entrare in Accademia Militare. "il fallimento non è contemplato", ormai lo davo per certo, l'impegno e lo sforzo avrebbero ripagato tutto, ma la storia non andò così. Persi quel concorso per un punto, non entrai in Accademia per un maledettissimo punto.


E ora?

Ero nel buoi più totale, dopo un anno di sveglie alle 4 del mattino, girare nelle città vuote di tutta Italia ecc... sembrava esser stato del tutto inutile, come uno stolto avevo concentrato tutto su quell'obiettivo, non avevo altri piani (chi vi dice che esiste solo il piano A, non ha mai davvero combattuto per qualcosa, o non è un buon stratega), ero alla deriva più totale, una barca in mezzo alla tempesta nella quale Poseidone mi sbeffeggiava.

Dopo qualche giorno mi venne in mente di nuovo il periodo della sconfitta della terza superiore, dissi a me stesso "hai già affrontato periodi così intensi e brutti, puoi rifarlo". Rimboccate le maniche, mi misi al lavoro per riprovare di nuovo il concorso(fallendo nuovamente), trovai un lavoro e iniziai gli studi, con l'obiettivo "anche se ho fallito, in futuro ce la farò". Ma devo dirlo, la reazione a questi periodi varia molto da persona a persona, non andate dietro a quei video motivazionali inutili, è lecito e giusto che qualcuno si abbatti e magari non riesca a rialzarsi.

Questo, però, nel nostro paese non viene accettato, il fallimento viene visto in modo lineare, si passa subito dal successo all'insuccesso, è un attimo, ma nella vita non è così, e gli americani, ad esempio, l'han capito. Il fallimento è una sorta di funzione esponenziale inversa, si parte dal gradino alto e, attraverso scelte sbagliate, man mano si arriva all'insuccesso grave, ma a differenza del nostro pensiero, la funzione esponenziale non arriva mai a zero, e applicando in modo corretto la funzione inversa, possiamo arrivare di nuovo in alto. (non sto qui a dirvi come, sta ad ognuno di noi scoprirlo, in questo caso, l'esperienza è la miglior maestra)




Per quante riforme siano state fatte in tema Fallimentare, il pregiuzio dietro il vocabolo "Fallito" rimarrà così immobile ed immutato. Credo che non esista FALLIMENTO peggiore di quello scolastico, quello che spinge a credere di non valere nulla o magari ad intraprendere strade non proprie.

Questa è una risposta che ho ricevuto sul tema del fallimento, su come viene percepito. La scuola, che è il nostro incubatore per le esperienze di vita, ha un sistema del tutto sbagliato per guidare i ragazzi alle scelte, dalla scuola elementare fino all'università, se hai buoni voti e non sbagli nulla => non fallirai mai, per gli altri la frase che ti rappresenterà sarà


Questo porta i ragazzi a non riconoscere più cosa sia davvero un successo o un'insuccesso, perché innanzitutto successo non vuol dire aver compiuto qualcosa alla perfezione, ma portare a compimento quella cosa, il come non è una condizione necessaria. La società odierna ci porta ad avere delle performance surreali, cercare la perfezione in ogni cosa, ma è qui che molti sbagliano.


Faccio un esempio a me caro, la "battaglia" tra Elon Musk e la Nasa.

La Nasa nel 2011 ha dismesso il programma Shuttle e da quel momento non ha avuto più un programma che portasse gli astronauti a bordo dell'ISS se non a bordo delle navicelle russe. Nel 2004 Elon Musk chiese ai russi di comprare alcuni razzi, ma loro lo derisero e da quel momento iniziò da solo a costruire i razzi. Nel frattempo la Nasa non cercò di creare qualcosa di suo, perché cercava sempre la perfezione, ripetiamo insieme, failure is not an option, mentre Elon Musk fece esplodere i primi 3 razzi, ma rispetto alla Nasa permise a se stesso di sbagliare e di imparare dagli errori. Al quarto tentativo tutto andò bene e la Nasa gli offrì un contratto miliardario. Cosa insegna ciò? Non poche cose, ma di certo una si, chi tenta e fallisce raggiunge spesso obiettivi più alti di chi cerca la perfezione ma resta immobile nel frattempo.



Cosa voglio dirvi? Beh semplice, la frase "failure is not an option" è un assurdo

chiunque abbia tentato e fallito è arrivato più in alto di chi ha fatto tutto nel modo giusto e perfetto ma rimanendo negli schemi imposti da altri (società, economia o qualsiasi altra cosa). Nella mia, seppur breve, esperienza di vita, ho fallito taaaantissime volte, ma la differenza nel fare tante cose , sbagliando a volte ma poi riuscendoci, migliorando pian piano, l'han fatta diversi fattori:

  • il carattere ambizioso

  • "la capa tosta" (determinazione in lucano" , testa dura),

  • l'aiuto delle altre persone ( è un buon fattore di riuscita nelle cose, ricordate sempre, da soli si va veloci ma insieme si va lontani)

circondatevi di persone con le prime due caratteristiche elencate, vi aiuterà molto in qualsiasi cosa vogliate fare, anche nel pelare le patate, dove può diventare semplice fallire

  • sapersi fermare ( spesso cerchiamo a tutti i costi di andare avanti, ma facendo così, continueremo ad inciampare, se non capiamo come mettere i piedi sul prossimo gradino)

  • vedere gli errori altrui (per imparare qualcosa dal fallimento, non per forza bisogna provarlo sulla propria pelle, confrontarsi con gli altri può aiutarti a capire come affrontare qualcosa senza dover capire prima come farlo

  • volersi bene e rispettarsi nonostante le cadute ( spesso tendiamo a frustarsi anche per le più piccole cose che abbiamo sbagliato, perchè il nostro brain è programmato aimè in questo modo, se abbiamo 1% negativo e 99% positivo, lui si concentra su quel 1%. Anche se sbagliate, guardate anche a ciò che di bene avete fatto, non solo in un determinato contesto, ma in tutto il vostro percorso di vita, capirete che qualche errore può esser concesso, fortunatamente, non siamo macchine, ma un insieme di atomi composto da emozioni, che nel bene e nel male, può vedere e fare le cose in mille modi diversi, sbagliando, fallendo, ma provando qualcosa.

  • non giudicare chi ha fallito (per la legge dei grandi numeri, i prossimi potreste essere voi, fate i buoni)


Napoli-Novembre 2018


Spero che, come al solito, questa chiacchierata con me vi sia servita, scrivo gli articoli di getto proprio per far sembrare la cosa come una chiacchierata tra amici, nulla di troppo elaborato, anche perchè se ve dico tutto io, voi che me dovete dì?


Come sempre Mr.Sassano vi manda un abbraccio e vi augura una buona vita 🤗



 
 
 

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