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Iniziare da capo

  • Immagine del redattore: Giovanni Sassano
    Giovanni Sassano
  • 14 ott 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

Mentre assaporo questo nuovo capitolo della mia vita in terra Lombarda, ho avuto l'opportunità di conoscere tanti ragazzi, molti dei quali partecipanti al programma Erasmus. Con uno di loro, Denis, ho avuto una chiacchierata lunga due ore. Nonostante io sia uno scienziato e lui un umanista che studia filosofia, ci siamo divertiti a discutere sui massimi sistemi (Raramente mi è capitato nell’ultimo anno). Questa chiacchierata ci ha fatto riflettere tanto e, in particolare, dell'inizio di qualcosa che nasce dal nulla, dalla natura alle nuove esperienze. (Gli ho fatto un tombino di 30 minuti sulle stranezze della meccanica quantistica, ma nonostante questo, mi ha detto grazie)


In una nuova città, circondati da nuove amicizie e da un ambiente completamente diverso, ci siamo interrogati sulla verità di questa affermazione: "Ogni volta, si inizia tutto da zero?" Questa domanda ha aperto un mondo di riflessioni su come affrontiamo i nuovi inizi nelle nostre vite.


Una delle provocazioni più straordinarie su questo tema, credo, proviene dalla letteratura italiana, dall'immenso Pirandello nel "Il fu Mattia Pascal". In questa opera Luigi pone una domanda che ha riecheggiato nelle nostre conversazioni: "Hai mai pensato di andare via e non tornare mai più? Scappare e far perdere ogni tua traccia, per andare in un posto lontano e ricominciare a vivere, vivere una vita nuova, solo tua.


Vivere davvero.
Ci hai mai pensato?



Negli anni, ho spesso risposto a queste domande, anche se in modo non sempre dettagliato e spesso ho cambiando la risposta (cambiare è sempre un bene, dipende dal vostro punto di vista, non dal cambiamento). A volte, ho avvertito quella profonda necessità di fuga, di allontanarmi da tutto ciò che avevo costruito e da ciò che la mia vita pregressa mi aveva regalato, o fatto sudare. Forse perché tutto sembrava diventare opprimente, e monotono. Non so esattamente il motivo, ma se la voglia di cambiare era presente, doveva significare qualcosa di importante. Questi sentimenti si sono amplificati durante il periodo che abbiamo già dimenticato, la pandemia, ne abbiamo avuto di tempo per riflettere, ma non tutti lo han fatto, li riconoscete, non hanno cambiato nulla di se.


Immerso nella noia, una buona guida al cambiamento, ho scoperto nuove passioni e nuovi autori. Ho letto tanto, anche su questa sensazione, e due autori mi han dato risposte parziali ma interessanti.




Il primo autore è il mio scrittore preferito, Kurt Vonnegut. Nelle pagine del suo straordinario libro "Mattatoio N° 5," pronuncia una frase di profonda verità e saggezza:

"La vita è fatta di continui inizi."

Questa citazione risuona in me come un inno alla resilienza umana e alla capacità di adattarsi ai continui ticchettii dell'orologio.


Cosi va la vita (dovevo dirlo perchè è la frase più presente nel libro)



Immaginate la vita come un intreccio di momenti, ognuno un nuovo inizio in sé, portatore di emozioni, sfide e speranze. È proprio in questa successione di nuovi inizi che troviamo la bellezza e la complessità della nostra esistenza.



Così, mentre ci troviamo di fronte a cambiamenti e transizioni, ricordiamoci di abbracciare con coraggio ogni nuovo inizio che ci si presenta, come lui racconta in molti testi dopo l'esperienza della guerra.




Il secondo autore, uno dei pensatori più grandi della storia, Nietzsche, ha espresso un concetto importante, molto simile a Pirandello, ma più profondo o il suo viceversa, dipende da come lo si vuol leggere.



«Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!

La Gaia Scienza




Qui Nietzche traduce tra i vari aspetti, a mio avviso, quello che accade in ogni nuova esperienza, pensiamo che tutto inizi da capo, ma non è così. Quel che dimentichiamo è che noi abbiamo delle basi, siamo immersi in uno spazio, composto da vettori che ci permettono di costruirlo e leggerlo(valori, traumi, famiglia ecc…) che negli anni non cambieranno, e da questi partiremo ogni volta, a volte in modo cosciente, a volte incosciente, specialmente quando tentiam la fuga da noi stessi.


Quel che spesso ci sfugge è che queste emozioni e sensazioni non appartengo solo a chi va via, ma son contenute anche in chi resta immobile nello stesso spazio. L’ambiente non è una condizione necessaria per nuovi inizi, ma un mezzo che utilizziamo per leggerli.


Il pericolo più grande è quando non riconosciamo queste nuove fasi, veniamo travolti dalle onde emotive e non ce ne accorgiamo. Ci sembra che tutto il resto sia cambiato (spesso in male) ma in realtà è semplicemente il fatto che noi siam rimasti vincolati a quelle basi che prima citavo, quindi teoricamente non può esser problema nostro comprendere. Ed è qui che ci sbagliamo.


Riconoscerli non è facile. Anche io, ancora oggi, non riesco del tutto a comprenderli , nonostante, come qualcuno scherzosamente sostiene, abbia attraversato innumerevoli vite ed esperienze. La linea guida, spesso, è una piccola scossa interna, che sentiamo stretta e che vuol essere liberata. Non abbiate paura di lasciarlo andare, sarà un'ottima opportunità per creare nuovi elementi di quella base, spesso più forti e rivoluzionari per noi.


Cercate la forza che possa liberarvi dal vincolo delle vecchie esperienze, nessuno potrà dirvi come farlo, quindi come immaginate, non sarà semplice. Non esiste una guida in questo caso, poiché ognuno di noi è un individuo unico, e questa diversità è una cosa positiva. Se ci fosse una strada facile per raggiungere per applicare la forza, tutti la seguirebbero, ma nessuno avrebbe una comprensione di ciò che accade veramente.


Comprendere questi nuovi inizi, per i legami e la famiglia, non sarà semplice, ma bisogna esser temerari e affidarsi al proprio istinto che ci guiderà nell'assoluta (direi in realtà parziale) comprensione del nuovo capitolo, non tentate di spiegare agli altri, useranno i loro filtri per capire, ma parlate solo a voi stessi


E voi ci avete mai pensato? Lo state attraversando? Buona discussione con voi stessi




Dal mio nuovo chiosco preferito

Come sempre Mr.Sassano vi manda un forte abbraccio e vi auguro buona vita

Buon inizio di giornata ;)





 
 
 

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