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In un batter d'occhio nello Spazio

  • Immagine del redattore: Giovanni Sassano
    Giovanni Sassano
  • 6 ott 2020
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 11 ott 2020

Il giorno in cui ho incontrato il mio idolo

Traccia per leggere il brano “This is our planet- Steven Price”


Pausa pranzo, apro Facebook e inizio a scrollare. Ad un certo punto leggo un post dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) “Ultima conferenza di Luca Parmitano prima della partenza per l’ISS all’ESA di Frascati”, l’evento era rivolto solo alla stampa, ma preso dall’euforia, mando una mail all’Esa di Frascati, chiedendo di poter partecipare all’evento. Dopo circa tre ore ricevo la mail con scritto “Purtroppo l’evento è riservato ai giornalisti”. Tornando a casa, pensai, se il destino vuole, potrò incontrare Luca in futuro, sono sicuro che ci riuscirò. Il giorno prima della conferenza, ricevo una mail dall’ASI “Lei può partecipare alla conferenza del Maggiore Luca Parmitano”, i miei occhi iniziarono a brillare e senza nemmeno batter d'occhio, chiamo mia mamma e dico “Domani vado a Roma, hanno accettato la mia richiesta di partecipare alla conferenza di Parmitano”.



Conoscendomi, mia madre non ha esitato a dirmi “Vai”, cosi prenoto un biglietto al volo. Alle 2 di notte parto dal mio paese per arrivare a Roma Anagnina alle 7. La conferenza era alle ore 10, quindi mi precipito di corsa a Termini per prendere il treno per andare all’evento. Arrivato a Frascati, sono circondato da tutti i centri di ricerca presenti, ma ad un certo punto, tra i tanti cartelli, c’è uno blu che mi rapisce con su scritto “ESA ESRIN”, così inizio a correre e ad un certo punto mi ritrovo davanti alla portineria , “Favorisca i documenti”, dopo dieci secondi “Può entrare”. Il cuore iniziò a battere più velocemente, mi trovavo nel centro dove stavo per realizzare un mio grande sogno, dove tanti astronauti italiani hanno trascorso parte della loro carriera. Entro nel centro ed un ingegnere dell’ASi mi dice “Sei arrivato in anticipo ragazzo”, io con voce tremante “Si, non vedevo l’ora”, lui si gira sorridendomi e va via. Dopo aver scorrazzato nel centro mi ritrovo nella sala gigantesca. Satelliti, pianeti, la Stazione Spaziale ecc… sembrava di essere nel mondo dei balocchi.



Dopo un pò iniziano ad arrivare alcuni giornalisti e uno di loro ad un certo punto esce dal nulla con una persona al suo fianco, con una polo rossa, con un passo veloce, pieno di sé, era Luca. Per alcuni secondi mi fermo a guardarlo dicendo a me stesso “Vedi, ce l’hai fatta”, il cuore si ferma per un istante, ma poi inizia a battere forte, avevo davanti ai miei occhi il mio idolo. Mi guarda e mi sorride, come se già avesse capito tutto. Dopo un pò lui va via per prepararsi e io mi siedo. Ad un certo punto, alcune signore, mi chiamano e dicono “giovanotto, vieni più avanti”, mi avvicino a loro e iniziamo a parlare, ovviamente, dell’uomo per il quale eravamo tutti lì. Inizia la conferenza, lui con la sua tuta blu, con le patch delle missioni compiute in precedenza, tutto sicuro di se, parla delle sfide che attendono l’uomo e il nostro pianeta, insieme

all'amministratore delegato dell’ESA. Io ero fermo, immonile ad ascoltare le sue parole, i suoi pensieri, pieni di coraggio e senso di avventura.





Dopo aver finito la conferenza, iniziano le interviste e, intrufolandomi tra i giornalisti chiedo alla sua assistente di poter parlare con lui, mi dice “devi aspettare un bel pò, sei disposto a farlo?”, la mia risposta fu secca “Si”. Dopo aver girovagato in quella gigantesca stanza per un’ora e mezza, finalmente, riesco ad incontrare il mio idolo, colui che ogni giorno mi ricorda di dare il massimo, anche quando una cosa sembra impossibile. Appena si avvicina, non riesco più a parlare, mi guarda e dice “Bella questa felpa”, la mia reazione fu “Eh?”, e lui “ La felpa dell’Esa”, io imbarazzato della mia risposta dissi “Si, è bellissima”, dopo qualche parola scambiata mi sentivo in un altro mondo, in un batter d’occhio nello spazio insieme a lui, pronto a volare verso nuovi pianeti. Quello che ci siamo detti rimarrà sempre nel mio cuore, ma un giorno, spero presto, ve lo rivelerò. Dopo essere uscito da quella stanza chiamo mia mamma e dico ”Ce l’ho fatta” e lei, felice quasi quanto, dice “bravo, ora corri a prendere il pullman” Durante il viaggio di ritorno non riuscivo a mettere insieme tutte le emozioni che avevo provato in quelle ore e come sia potuto accadere, ma guardando oggi a quello che è successo, mi sento solo di dire, osate, il destino vi sorprenderà.




Le persone come Luca le incontri per caso, forse una volta nella vita, forse di più. Non puoi decidere quando e come, le incontri e basta. Non c'è un manuale, non ci viene indicato, ma non entrano nella nostra vita per caso. L'unico modo per scoprirlo, è rimanere di mente aperta. Senza se senza ma, senza età senza provenienza. Aperti al mondo in ogni forma. Le persone che ci ispirano ci insegnano valori importanti senza nemmeno saperlo. Grazie a loro capisci che, per quante tu ne possa incontrare, ognuno di noi può essere di ispirazione per altri. E così le incontriamo, noi dobbiamo incontrarle, loro devono cambiarci, farci capire che c'è sempre qualcosa di più, laggiù, oltre. Vorresti averle al tuo fianco per fargli capire che la pensiamo come loro, finalmente qualcuno che mi capisce veramente! Ma dobbiamo ricordarci che sono solo di passaggio, dobbiamo andare avanti. Da una email mandata per caso un anno fa, il vostro Mr.Sassano





Extra

Cos’è la felicità secondo Luca Parmitano

https://youtu.be/gPSbpj4ydl8?t=1328




 
 
 

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