Inno alla scienza
- Giovanni Sassano
- 10 ago 2021
- Tempo di lettura: 5 min
In questo periodo, nel quale la fiducia è messa in dubbio da tutti, dagli ignoranti agli esperti stessi, ho deciso di dedicare un articolo alla branca del sapere umano al quale ho deciso di dedicare la mia vita, la scienza. Tutti quelli che mi conoscono sanno quanto io sia innamorato follemente della scienza, in particolar modo per la matematica e la fisica. Esse fanno parte della famiglia delle materie scientifiche, una branca dell’intelletto umano che ha permesso all’uomo di elevarsi verso vette inimmaginabili e affrontare difficoltà estreme grazie alle scoperte e al coraggio di uomini e donne che hanno deciso di dedicare la vita, a volte anche mettendola a repentaglio, pur di spingere l’essere umano oltre le barriere della conoscenza.
Il dizionario definisce scienza come un sistema di conoscenze ottenute attraverso un'attività di ricerca prevalentemente organizzata con procedimenti metodici e rigorosi, coniugando la sperimentazione con ragionamenti logici condotti a partire da un insieme di assiomi, tipici delle scienze formali. Uno dei primi esempi del loro utilizzo lo si può trovare negli Elementi di Euclide, mentre il metodo sperimentale, tipico della scienza moderna, venne introdotto da Galileo Galilei, e prevede di controllare continuamente che le osservazioni sperimentali siano coerenti con le ipotesi e i ragionamenti svolti.
La scienza è come una cattedrale gotica, tutti i costruttori danno un contributo per rendere il risultato eccezionale.
Uno dei motivi per cui amo la scienza è quello di guardare oltre i confini culturali, la grande passione per essa fa collaborare diversi paesi che nella vita politica hanno rapporti violenti e distruttivi.
La scienza, come la musica, è un linguaggio di pace.
Essa ha messo fine alle guerre, alcune volte, per scelte politiche, anche in modo violento. Ma voglio elencare tre esempi che per me risultano fondamentali per comprendere fin dove la scienza può mettere una pezza agli errori dell’essere umano.
Il primo è il rapporto tra Einstein e Eddington alla fine della prima guerra mondiale.

Nel 1919 dall'Inghilterra partono due spedizioni, una diretta a Sobral nel nord del Brasile, e una diretta all'isola del Principe, a largo della costa occidentale dell'Africa. Gli astronomi volevano calcolare la distanza dal sole di alcuni puntini luminosi nel cielo, in assenza della luce solare. Se la distanza dal sole fosse risultata ridotta, avrebbe vinto la teoria di Newton; se la distanza fosse stata maggiore, avrebbe significato che aveva ragione Einstein. La spedizione in Brasile fallisce, non raccoglie risultati utili. Ma uno sprazzo di bel tempo sull'isola del Principe consente di impressionare la luce di un gruppo di Stelle, le Iadi, sulle lastre fotografiche del cannocchiale. Come predetto da Einstein, la deflessione della luce è maggiore di un fattore 2 rispetto a quanto predetto dalla teoria di Newton. Questa è una delle più grandi scoperte della scienza, predetta e verificata da due scienziati proveniente da paesi che fino ad alcuni giorni prima si massacrarono sul campo di guerra.
La seconda è il CERN

Il 29 settembre del 1954 dodici Paesi, tra cui l’Italia, fondarono ufficialmente a Ginevra l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (il CERN), destinata a diventare il più grande laboratorio di fisica delle particelle al mondo. Da allora il CERN ne ha percorsa molta di strada. Ha prodotto risultati fondamentali per il progredire della nostra conoscenza. Ma non è una storia solo di conquiste scientifiche: lo sforzo che è stato compiuto per realizzare acceleratori di particelle sempre più potenti e rivelatori sempre più precisi ha prodotto ricadute tecnologiche e applicazioni dal forte impatto sulla società e sulla nostra vita quotidiana. Il CERN, che oggi conta 21 stati membri e migliaia di scienziati di oltre 100 nazionalità diverse, è anche esempio di come la scienza rappresenti un fertile terreno di dialogo e di collaborazione.
Infine menziono il mio luogo dei sogni, nel quale un giorno lavorerò ;)

La Stazione Spaziale Internazionale è una stazione spaziale in orbita terrestre bassa, dedicata alla ricerca scientifica e gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali, con scienziati provenienti da tutto il globo. Il suo obiettivo è quello di sviluppare e testare tecnologie per l'esplorazione spaziale, in grado di mantenere in vita un equipaggio in missioni oltre l'orbita terrestre e acquisire esperienze operative per voli spaziali di lunga durata.
Ma chi è lo scienziato?
Secondo il vocabolario, è lo studioso e promotore di una scienza o di una sua particolare disciplina, per lo più con riferimento alla posizione di particolare preminenza o prestigio acquisita. In realtà lo scienziato è molto più di questo, spesso anche in campo sociale, come il matematico italiano, che l’Italia ha quasi dimenticato, Vito Volterra. Questo scienziato è stato un promotore dei diritti civili e fermo oppositore del nazi fascismo. Vi consiglio di leggere il fumetto a lui dedicato per capire fin dove lo scienziato può aiutare la società a crescere, non solo con le scoperte, ma anche con le parole e i gesti.
Lo scienziato ha sempre stimoli da una particolare fonte che ha un’immaginazione sconfinata, la natura. Lo scienziato ha un particolare occhio per leggere quella fonte, come diceva Galileo, perché guarda il mondo attraverso la matematica.
Come il poeta ha le parole, lo scienziato ha la matematica, un linguaggio che ha inventato l’uomo ma con cui l’universo si esprime davanti a noi. La matematica non dev’essere vista come qualcosa che comprendiamo subito, ma che impariamo ad osservare con il tempo
Per molti, la matematica, ma in generale la scienza, sembrano cose astratte e molto complesse, ma in realtà, è un semplice linguaggio con cui parlare tra di noi, dobbiamo impegnarci a capire le sue regole e vedrete che tutto diventerà un gioco.
Non esiste una definizione di bellezza nella matematica, ma quando la vedi te ne accorgi


Ho deciso di inserire tra i tanti esempi, due equazioni, tra le più famose della scienza, l'identità di Eulero e l'equazione di Einstein, agli occhi dei meno pratici della materia possono sembrare banali, ma in realtà entrambe racchiudono anni di studi e di sviluppo da parte dei loro scopritori, ma da tutta la scienza unita per comprendere la complessità dell’universo e renderlo leggibile a noi stessi. Proprio Einstein diceva, se un’equazione è semplice, allora l'ha creata Dio
Perché noi appassionati di questa materia la amiamo follemente? Una risposta valida per tutti non credo esista, ma la maggior parte delle persone decidono di intraprendere questo percorso per il mistero, perché c’è sempre qualcosa da scoprire che attendi li il momento che qualcuno esclami “Eureka”.
Nella nostra mente ogni giorno sviluppiamo qualcosa che a volte non possiamo vedere nella realtà
Chi ha pazienza ottiene ciò che vuole, Benjamin Franklin
Lo scienziato ne deve avere molta, alcuni risultati hanno bisogno di decine di anni se non secoli per essere verificate, ma questo non intimorisce gli scienziati perché, in cuor loro, sanno che la prossima generazione riuscirà sempre a spingere oltre i confini della materia e confermare o negare le ipotesi.
La miglior definizione di scienziato è sicuramente “Ministro del dubbio”, una persona armata di carta, penna e tanta immaginazione che mette in dubbio se stesso e le sue affermazioni ogni singolo giorno, pronto a cambiare le proprie idee se necessario, ma solo nel caso in cui gli venga dimostrato di aver torto.
Concludo l’articolo con un messaggio rivolto a tutti, credete nella scienza e a chi, ogni singolo giorno dedica anima e cuore alla disciplina, dai matematici con carta e penna che prevedono il futuro, come dei maghi, fino ai medici, che ogni giorno mettono a rischio la loro vita per salvare quella altrui. Uniti andremo lontano, la scienza lo fa da millenni e dovremmo prenderne esempio.
Science it's like magic but real
Un saluto dal vostro Mr. Sassano



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