La nostra Mente ci mente
- Giovanni Sassano
- 8 ott 2021
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 9 ott 2021
Perdonate il titolo, ma è mirato a riassumere il concetto che oggi voglio raccontare, che mi ha più impegnato nell’ultimo anno e che ha preso molto del mio tempo libero per essere studiato e ascoltato, ma credo che ne sia valsa la pena. Premetto che bisogna sempre farsi ascoltare da persone competenti e affidarsi a loro in caso di problemi, ma una riflessione credo vada fatta perchè spesso non ci rendiamo conto di ciò che possediamo nella nostra testa, una macchina super complessa che riesce a realizzare anche l’impossibile e nella storia ne abbiamo le prove. Il cervello è uno strumento essenziale che la natura ha deciso di donarci e che ha permesso all’uomo di comprendere se stesso e i suoi meccanismi, un miscuglio di atomi che ha compreso la natura di ciò che risulta essere la sua composizione, gli impulsi elettrici che manda nel corpo (che risultano essere loro stessi i segnali di comunicazione del nostro corpo) e creato opere d’arte strabilianti, il Jazz, la Lasagna ;) e tanto altro.
In questo articolo affronterò tre problemi che ritengo fondamentali per capire come la nostra mente lavori e sia in realtà uno strumento potente ma, allo stesso tempo, debole. Social, pandemia e ricordi ci accompagneranno in questa esplorazione.
1-Social
Durante questo anno ho deciso di vedere cosa stia influenzando la società. Ovviamente una delle risposte banali risulta essere “internet”, ma non lo è in realtà. Molti degli stimoli che riceviamo durante le attività sul web sono molto simili rispetto a quelli che ricevevano i nostri antenati con la clava. Se pensate che l’essere umano sia cambiato non è così, è cambiato solo il modo in cui alteriamo i nostri pensieri, umori, emozioni. Per dare un vero cambiamento alle emozioni, alle nostre reazioni dovremo attendere le modifiche genetiche, la “perfezione” che verrà donata all’essere umano attraverso le nuove tecnologie, ma tranquilli, non è ancora arrivato quel momento e non ne parlerò ora. Negli ultimi giorni un evento storico è stato attraversato senza, però, suscitare grandi pensieri e riflessione della società, i social network si sono bloccati per alcune ore. Questo ha destato non poca paura nelle persone, che hanno scoperto anche di avere una vita vera, una famiglia, un cane o semplicemente che son capaci di ragionare. Stiamo creando, con questi strumenti tecnologici, dei meccanismi non positivi, anzi, si creano delle vere e proprie macchie nel nostro vivere quotidiano, macchie indelebili che non ricorderemo perché semplicemente abbiamo deciso di sostituire la realtà con una realtà virtuale che ci ostacola nel vivere tramonti, amori, emozioni che prima, invece vivevamo a pieno. Quanti di noi sono andati ad un concerto, un evento e non hanno percepito lo stimolo di inserire una storia per far vedere che in realtà eravamo lì. “Se non lo postiamo, non è accaduto”, ma davvero è così? Proviamo per una volta a staccarci da quel mattone pieno di bit che decide per noi e godiamoci un’emozione, decidiamo di dire “questo evento c’è e non devo dimostrare a nessuno che esiste”, vedrete che vi sentirete molto meglio. Da qualche settimana ho deciso di staccare quasi del tutto da Instagram, perché ho avuto l’ennesima prova che sta davvero risucchiando le nostre vite, e dobbiamo disintossicarci un po’ da tutto ciò. Possibile che noi spendiamo ormai circa metà della nostra settimana a fissare uno schermo senza nemmeno chiederci “ma ne ho bisogno davvero?”. Proviamoci, vediamo davvero cosa provavano i nostri antenati anche “perdendo” del tempo a fissare un muro, vedrete che vi sentirete meno responsabili, meno giudicati, meno doverosi rispetto a ciò che richiede la società oggi.

2-Pandemia
Uno dei problemi che è emerso negli ultimi tempi, specialmente per “colpa” dei social è che, negli ultimi decenni, la nostra capacità di concentrazione è diminuita notevolmente per via dei tanti stimoli che la tecnologia sta mandando alla nostra mente.
Questo problema è stato studiato a lungo e purtroppo conferma che la nostra mente, per adattarsi a ciò che la “nuova” società sta diventando con il continuo susseguirsi di nuove tecnologie, reagisce più istintivamente e rapidamente agli impulsi. La pandemia ha fatto emergere un problema non banale, al quale, in periodi di tranquillità non pensiamo, il nostro cervello ha dei limiti, specialmente dal punto di vista impulsivo ed emotivo. In termini matematici, la mente ha una funzione che ci aiuta a regolare gli stimoli, dalla rabbia alla felicità, con valori di minimo e massimo, per il quale riesce a funzionare in modo efficace, ma con la pandemia abbiamo settato questo intervallo in modo più ristretto, ma non solo, durante i vari lockdown le nostre abitudini sono cambiate. Questo mix è stato in realtà devastante per il nostro cervello, che ha dovuto adattarsi in modo veloce e non scontato alle nuove dinamiche imposte. Spesso pensavamo “quanto mi manca un abbraccio”, cose che prima davamo per scontato ma che ora, invece, riteniamo fondamentali. Eppure, alcuni di noi, sentono quegli abbracci come qualcosa di non appagante, qualcosa di nuovo che ha un “sapore diverso". Questo è dovuto proprio alla nuova definizione, alla nuova scala che abbiamo dato alle emozioni nell’ultimo anno. Ovviamente questo non ci impone di cambiare noi stessi, si può tornare ai vecchi “valori” che avevamo, attraverso la consultazione di esperti. L’evoluzione che ho subito personalmente, dal punto di vista caratteriale ma non solo, è il passaggio da nomade digitale a recluso digitale. Una batosta non facile da digerire che, all’inizio mi ha fatto comodo per fermarmi a riflettere su ciò che, nei mesi e anni precedenti mi aveva portato a realizzare determinate cose, capovolgere spesso anche il mio carattere e comportamento. Ma questo stop poi è risultato un po’ troppo prolungato per i miei stimoli e non è stato banale riuscire a capire come tornare a settare quei vecchi valori che avevo, ma ci sto lavorando, non da solo, ed è un consiglio che vi dò se pensate che avete sensazioni, emozioni che non riuscite a spiegarvi, perché in realtà, alla nostra età non siamo capaci di leggerle, perché attribuiamo spesso tutto all’ansia, ma non è così. Alcune sensazioni negative sono anche positive sotto certi aspetti e, come nel caso della paura, ci ha permesso di affrontare la pandemia in modo prudente e non farci sopraffare da agenti esterni. Non mi dilungo più di tanto perché i fenomeni relativi a questo ultimo anno sono ancora soggetti di studio e io non sono un esperto in materia.

3-Ricordi
Infine, ma non per importanza, ci sono i ricordi, quegli impulsi elettrici che hanno dato il titolo a questo articolo. Il nostro cervello ha una capacità di elaborazione e memorizzazione mostruosa, tant’è che nemmeno i super computer odierni si avvicinano a ciò che lui riesce a fare. Questo, però, non ha solo lati positivi, perché la nostra mente è capace di mentire a noi stessi, ma ora mi spiego. A volte pensiamo che un gesto compiuto da noi sia del tutto frutto della nostra scelta, ma in realtà non è così. Il cervello ha la capacità di creare connessioni con eventi del passato, ad esempio qualcosa che ci ha particolarmente colpiti, nel bene e (soprattutto) nel male. Noi registriamo dei lutti, che non sono solo delle morti di persone care, ma anche una relazione andata male, un obiettivo mancato, quel sogno che non si realizzerà più ecc… In questi e tanti altri casi siamo segnati in modo involontario, perché
la mente vi porterà sempre a ragionare su questi accadimenti, anche non volendo. Esistono varie tecniche e, come detto prima, bisogna affidarsi ad esperti anche per banalità perché il nostro cervello è tanto potente quanto fragile, una scintilla e può scatenare l’inferno. La tecnica che ho più utilizzato in questo anno è la mindfulness, presente anche su Netflix. Quello che principalmente avviene è il distacco tra pensieri e azioni, chiedere a se stessi se i pensieri sono giusto o meno. Mi serve? Si, allora ci ragiono, altrimenti lo lascio andare. E’ un lavoro che richiede molto tempo, ma ne vale la pena.

Con questi tre esempi ho cercato, per quel che riesco a comprendere da semplice studioso appassionato, come la mente sia molto complessa, credo anche più dell’Universo. In italia abbiamo grandi tabù sulle figure che aiutano a migliorare il nostro approccio con la mente alle tre situazioni illustrate prima e non solo, specialmente la figura dello psicologo, ma credo sia del tutto insensato, il personal trainer allena il nostro fisico, lo psicologo ti segue nell’allenare invece la mente a migliorare. Con questo banale paragone spero di aver messo in luce quanto sia fondamentale in realtà essere seguiti, anche per sciocchezze, da uno specialista, perchè ricordiamo
Mens sana in corpore sano.
Spero di avervi fatto riflettere e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi al riguardo, anche solo di uno dei tre esempi trattati. Questo è frutto non solo dei miei studi, ma anche di incontri con esperti.
Con l’occasione vi abbraccio virtualmente e vi auguro una buona giornata dal vostro Mr Sassano.
Suggerimenti
La mente in poche parole
Per esercitarvi a stare bene
Libro che invece ho apprezzato è
Daniel Goleman- Intelligenza emotiva



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