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Mettersi in discussione

  • Immagine del redattore: Giovanni Sassano
    Giovanni Sassano
  • 25 dic 2021
  • Tempo di lettura: 4 min

Come di consueto, alla fine dell’anno quasi tutti tirano le somme del loro percorso e, spesso l’ho fatto anche io, ma quest’anno, dato che non è stato semplice trascorrere questi 12 mesi per via di mille fattori, ho deciso di farlo in un modo un po’ diverso.

Spesso raccontiamo di ciò che abbiamo realizzato e mai di ciò che abbiamo vissuto, ed è da questo punto che vorrei iniziare e scrivere il mio ultimo articolo per questo anno (particolare).


Alcuni di voi che leggono sanno che, per mia scelta, ho voluto iniziare una terapia d’ascolto con una psicologa perché sentivo la necessità di farlo, per dare tante risposte a domande non semplici da analizzare ed essere guidato nel farlo ma soprattutto per migliorare me stesso e mettermi in discussione ancora una volta, cercando di rendermi una persona migliore.


Migliore può e vuol dire tante cose, ma quel che penso io, riguardo a noi stessi, risiede nel fatto che dovremmo cercare di comprenderci, con emozioni che spesso dimentichiamo e confrontarci con ciò che ci circonda, dalle persone alla natura stessa. Ognuno di noi ha pregi e difetti (spesso difficili da distinguere, e difficili da catalogare), e in molti pensano che i difetti non siano una bella cosa, ma non è così. Durante questo percorso annuale di ascolto ho capito che essi ci aiutano a focalizzarci non solo su determinati aspetti del nostro carattere, ma anche su ciò che facciamo.


Vorrei cercare di mettermi ( e mettervi) in discussione attraverso due percorsi, i sentimenti e le idee.



Il primo percorso riguarda le emozioni e i sentimenti che, specialmente in questo anno, mi hanno accompagnato sempre, in ogni singolo pensiero e azione. Non è semplice comprenderli ed analizzarli, ma ho voluto comunque provarci per potervi raccontare ciò che ho fatto per discutere con me stesso, un po’ come in

un dialogo socratico. Uno dei modi in cui l'ho fatto è stato attraverso le persone. Molti di voi mi conoscono come un amico sincero e leale, quasi un secondo fratello, che da il 100% per tutti, e a volte questo atteggiamento veniva etichettato come un difetto, perché per alcuni dare tanto a tutti è sbagliato e non corretto verso chi ti rispetta. Ho riflettuto molto su questo e ho deciso di poter dialogare con me stesso per comprendere ciò che di sensato c’era in quel discorso, per potermi migliorare, per ciò che esso voglia dire. In questo percorso ho conosciuto tante nuove persone, ho cercato di portare all’estremo il rapporto, e chiedo scusa se qualcuno di voi abbia frainteso il mio comportamento, ma purtroppo, come spesso viene fatto in fisica e nell’ingegneria, le condizioni critiche rilevano il vero aspetto del fenomeno.

Questo mi ha permesso di capire cosa voglia dire mettere in discussione la propria amicizia, il proprio sentimento reciproco di rispetto, e quel che ho notato è, nonostante tutto, il vero sentimento, quello di pura amicizia, rimane sempre, anche in circostanze complesse, reagisce ad ogni avversità e permette ad entrambi le parti, me e te, di crescere.



Il secondo percorso è l’idea, Next Orbit

Perchè ho fatto questo esempio? Perchè vi voglio raccontare una storia che riguarda me in periodo meno recente. Questo progetto aveva l’intenzione di creare un nuovo modo di accedere per gli umani allo spazio, ma non è del progetto di cui voglio parlare, ma del percorso che ho fatto durante la sua realizzazione (non avvenuta mai). Preso dall’euforia della giovane età, credevo di avere, come spesso accade, l’idea del secolo, infatti proprio per questo cercavo di non ascoltare nessuno e voler portare avanti l'idea senza nessuna ragione, proprio perché non mettevo mai in discussione la mia idea e le mie scelte. Presto ne pagai le spese, tant’è che non ha mai avuto un punto d'inizio effettivo. All’inizio non volli accettare l’idea che questa intuizione si era sgretolata nel tempo e che, per la prima volta, avevo fallito miseramente ( ma poi capì che il fallimento è un grande insegnante per i prossimi passi). Ma da quell’esperienza capì che, ogni giorno, anche ogni ora, bisogna mettere sempre in discussione le proprie idee, i propri progetti perché, spesso, da queste discussioni ne possiamo trarre un vantaggio che ci permetterà di andare avanti in modo molto più ragionato e, cosa molto importante, a cuor leggero.


Il racconto di prima è uno dei tanti progetti, delle tante idee, che ho avuto nel mio percorso personale e di gruppo, ma spero di aver trasmesso l’idea che le idee (perdonate il gioco di parole) spesso devono essere messe alla prova, per mettere alla prova anche noi stessi.


Siccome questo articolo esce a Natale. non voglio tediarvi troppo, perché vi immagino in collasso totale post pranzo con i parenti. Ciò che voglio dirvi però è che, spesso, per poter cambiare, bisogna essere critici e non solo consolanti, specialmente con se stessi. La giusta dose delle due modalità vi porterà a grandi traguardi, fidatevi di Sassano (provare per credere)


Mi piacerebbe sapere se qualcuno di voi ha usato questo metodo durante l’anno o anche in tempi meno recenti,


Uno dei metodi migliori per essere autocritici, credo, lo abbia descritto Gramsci in questa frase

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno

Una grande sfida, per nulla banale da affrontare, ma che, in qualche modo, potrà portarci a trovare nuove persone, nuove idee, partendo da un punto cardinale molto importante, noi stessi


Come al solito, accetto le vostre critiche e vi auguro un sereno Natale e un sereno anno nuovo con nuove sfide che possano portarvi verso i vostri sogni.

Un abbraccio da vostro amico Mr. Sassano ;)


 
 
 

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