Siamo cambiati
- Giovanni Sassano
- 1 dic 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Ho iniziato la scrittura di questo articolo dopo aver visto la serie tv “The Liberator”, in questa serie si raccontano le azioni dei Thunderbirds, un gruppo di soldati americani provenienti da tutte le classi sociali più umiliate dell’epoca. Una frase pronunciata dal personaggio principale, il capitano Felix Sparks, durante la liberazione della Germania, mi ha colpito, “Questa Guerra mi ha cambiato per sempre, e lo ha fatto prima che me ne accorgessi ”. Mi ha fatto tanto riflettere su quello che stiamo attraversando, un evento storico,che ci ha cambiato per sempre, ma che ancora non riusciamo a comprenderlo fino in fondo. Non sarà semplice tornare alla “spensieratezza” di un tempo, entrare in un locale e salutare chiunque ci circondi come se nulla fosse o magari poter baciare una ragazza al primo appuntamento, senza dover ripensare a ciò che abbiamo affrontato in questi mesi, se non altro, non sarà semplice nei prossimi anni. Voglio raccontarvi, cosa è stato per me, la pandemia in questo anno.
I primi giorni mi sono ritrovato del tutto allo sbando perchè sono, come mi definisce qualcuno, un libertino, sempre in giro per il mondo, che si ritrova fermo a casa per tanti mesi, "contro" la sua volontà. Dover prendere confidenza con tutto questo non è stato per nulla banale, anzi, direi una delle cose più difficili che io abbia affrontato negli ultimi anni. Avere una routine fissa è stato terribile, non avere stimoli esterni da cogliere, mi hanno demoralizzato molto. Per un essere umano, avere queste condizioni, è la cosa più controproducente che possa avere, perché, se oggi siamo ciò che siamo è grazie al cambiamento continuo, non alla monotonia. Ancora una volta la cultura mi ha aiutato, avere più tempo per la lettura mi ha permesso di scoprire nuove storie e avere nuove conoscenze per poter affrontare diversamente le situazioni giornaliere, leggere che, durante le varie epidemie, grandi uomini della storia hanno realizzato grandi scoperte, come Newton, mi ha dato la grinta di riprendere e così, durante i mesi a casa, ho iniziate a creare nuovi progetti, questa volta, non su un aereo, non su un treno, ma davanti una scrivania, la stessa che ogni mattina mi dava il buongiorno.

Durante i mesi estivi ho incontrato nuovamente alcuni miei carissimi amici e ho discusso con loro su come abbiano affrontato i mesi precedenti e cosa abbiano provato appena usciti nuovamente fuori casa. E’ stato un tornado di emozioni per tutti, soprattutto poter rivedere di nuovo gli amici ma non poterli abbracciare o poterli stringere semplicemente la mano. Per poter staccare da questa monotonia , nel mese di agosto, ho fatto compagnia a mio fratello, sotto le Alpi Lombarde e, durante quei giorni, ho deciso di staccarmi dal mondo e andare in alta quota per poter riflettere, nel mio luogo preferito, la montagna, sulla quale non sei da solo a pensare, ma attraverso il suo silenzio ricevi risposte senza che tu gli faccia alcuna domanda. In quei giorni in alta quota ho pensato a quanto noi esseri umani siamo fragili davanti alla grandezza della natura, ci crediamo invincibili con le nostre conoscenze ma ogni volta, lei, ci fa capire che siamo solo una minuscola parte di essa, e questa pandemia ne è la prova.

Questa pandemia ci ha cambiati, o almeno, con me lo ha fatto. Sono diventato molto più sensibile, assaporo qualsiasi emozione, bella o brutta che sia con molta più empatia, quasi come se fosse un regalo ricevuto da ogni persona, ho capito ancora di più quanto siano fondamentali per noi le persone e quanto, il rapporto fisico e mentale con loro è di vitale importanza, poter scambiare un semplice abbraccio o un bacio è diventato il regalo più bello che si possa ricevere da una persona. Ci serviva questo per farci capire che tutto il resto è secondario? Forse si, ma credo che non tutti lo abbiano capito, tutto quello costruito da noi diventa secondario rispetto a quello che la natura ha deciso di regalarci, soprattutto le emozioni. Pubblicare foto e ricevere likes non ci renderà felici, ma sempre più tristi, ricevere una parola di affetto o un abbraccio ci renderà le persone più felici del mondo. Forse, tutto sommato, non è proprio da buttare questo anno, ma ne possiamo ricevere grandi insegnamenti. Non sarà semplice scrivere gli obiettivi per il prossimo anno, ma non rinuncerò al mio appuntamento preferito con me stesso.
Non vi lascio con le solite domande, ma vi chiedo di riflettere su ciò che è stato per voi questo anno e se vi va, condividete con me i vostri pensieri, che aggiungerò a questo articolo, così da diventare un piccolo diario di pensieri condiviso del 2020.
Un saluto da Mr Sassano



Questo 2020 è sicuramente stato un anno che tutti noi vorremmo dimenticare, io in prima persona l'ho vissuto come una sessione durata 11 mesi e non ancora finita.
Ricordo i primi giorni di lockdown, li ho vissuti come se tra febbraio e marzo non fosse cambiato nulla : febbraio: chiusa in casa per preparare esami, marzo: chiusa in casa a causa di un virus che aveva portato scompiglio e terrore in tutte le nostre vite: lezioni attraverso un PC, esami rinviati, amici fuorisede in difficoltà poiché non sapevano se tornare a casa o meno... Ma una cosa importante era presente nella mia quarantena : ho potuto condividere il tutto con mia sorella, anche se entrambe di fronte ad un computer:l'una…